Ecco, appunto

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“Non esercitati all’analisi logica, male attrezzati per sviluppare e capire un’argomentazione, non avvezzi a consultare testi per documentarsi, gli studenti hanno ripiegato sulla sola posizione che potevano rivendicare come propria: le loro sensazioni su questo o quello. Quando gli stati d’animo sono i principali referenti di un’argomentazione, attaccare una tesi diventa un insulto a chi la sostiene, o addirittura un attentato ai suoi «diritti»” [Robert Hughes, La cultura del piagnisteo. La saga del politicamente corretto - Adelphi 1994 e 2003 - traduzione di Marina Antonielli]

(via [c]*)

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