storie di ordinaria precarietà
Reblogged from adessolei
oggi è uno di quei giorni in cui sei sbattuta di fronte all’evidenza di non poterti permettere di avere una dignità come lavoratrice. perché i tuoi datori di lavoro hanno deciso che in un momento di crisi devono risparmiare - nello specifico su di te, precaria a progetto pagata appena per sopravvivere a milano - e di conseguenza non ti pagheranno più la malattia, dato che non sono tenuti contrattualmente a farlo.
hai risposto che allo stesso modo non ti sentirai più tenuta a essere in ufficio per otto ore.
la risposta è stata uno scherzoso: “cerca di non fare troppo la sindacalista”.
hai un affitto da pagare ogni mese, e le bollette, e la sopravvvenza in una città come milano non è così ovvia da permetterti l’unica risposta plausibile.
per cui piangi in silenzio e ancora una volta, semplicemente, ti senti violentata come essere umano e come lavoratrice.
senza che serva a nulla se non a farti stare ancora peggio.